KEVIN OJIAKU

Gli infortuni fanno parte dello sport, lo sanno bene tutti quelli che praticano qualsiasi attività fisica, indipendentemente dal livello raggiunto, ma senza questi contrattempi chissà dove sarebbe potuto arrivare Kevin Ojiaku. Nato ad Ivrea nel 1989, l’atleta di Samone ha tutta la carriera davanti per togliersi altre belle soddisfazioni, ma il suo fisico statuario di 195 centimetri ha dovuto spesso fare i conti con infortuni che ne hanno condizionato il rendimento agonistico, ultimo in ordine di tempo quello ai recenti Campionati Italiani Indoor di Padova. Papà nigeriano e mamma eporediese, Ojaku si è avvicinato all’atletica leggera da ragazzo grazie alla partecipazione ai Giochi Sportivi Studenteschi, dopo aver giocato a calcio, come accade a tanti bambini. In prima battuta, Kevin ha brillato nel salto in alto, disciplina che l’ha visto mettersi in luce con la maglia dell’Atletica Ivrea prima e all’Atletica Canavesana poi, tanto da meritarsi la convocazione nelle Nazionali Italiane Giovanili sia ai Mondiali Allievi di Marrakech (Marocco) del 2005, chiusi in quattordicesima posizione, sia alla Gymnasiade di Salonicco (Grecia) dell’anno successivo, portata a termine all’undicesimo posto. Il suo primato di 2,10 metri, invece, è stato fatto registrare nel 2007. La decisione successiva di dedicarsi al salto in lungo ha dato al giovane eporediese nuovi stimoli e gli è valsa anche l’ingresso nelle Fiamme Gialle, ma l’allievo dell’allenatore Davide Di Chiara e del tecnico sociale Roberto Pericoli nelle ultime stagioni ha dovuto convivere con gli infortuni che non gli hanno impedito comunque nel 2013 di prendere parte ai Campionati Europei indoor di Goteborg (Svezia), in cui si è piazzato diciassettesimo, e di siglare i primati all’aperto di 7,90 metri e indoor di 7,91 metri. Il 2015, invece, gli ha permesso di tornare alla ribalta, grazie soprattutto alla misura di 7,87metri (il suo secondo miglior balzo di sempre a livello indoor, ndr) ottenuta nel mese di febbraio ad Ancona  ed all’argento tricolore di Padova. Oltre all’aspetto prettamente agonistico, non meno importante l’adesione dell’atleta eporediese al progetto “Sport e Integrazione”, fortemente voluto dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per favorire la promozione delle politiche di integrazione nello sport e, allo stesso tempo, contrastare le forme di intolleranza e discriminazione razziale, in cui Kevin è testimonial accanto ad altri campioni dello sport come la pallavolista Valentina Diouf, gli ostacolisti José Bencosme De Leon e Ivan Mach Di Palmstein e il marciatore Jean Jacques Nkouloukidi.

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